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Senso Unico
gabbie, teatrini, aspetti e dispetti di un tempo chiamato vita
è ufficialmente cominciata la sfida fra le 6 concorrenti di cui parlavo qualche post fa.
in alcune è ancora un atteggiamento inconsapevole, in altre decisamente voluto e studiato. le prospettive per il futuro potrebbero essere decisamente interessanti se al posto mio ci fosse un altro: le concorrenti in questione gareggiano fra loro per diventare la mia preferita: c'è quella che mi cerca con infinite telefonate al giorno, quella che cerca di essere la più simpatica di tutte, quella che si veste in modo sempre più "estivo", quella che fa la pettegola su tutti e fa la spia su tutto, quella che parla solo di lavoro e di risultati (i suoi) come il più classico dei secchioni a scuola. ad osservare tutto questo da fuori ci si potrebbe davvero interrogare a lungo su quanto gli eventi e le situazioni possono ridurre le nostre capacità intellettive...
uno era l'amico vero, perso per il suo discostarsi da se stesso, ritrovato dopo 5 anni ancora in un mare di stupefacienti. attorno ad un piatto di spaghetti ai frutti di mare, un vino bianco e con un nuovo cucciolo che in un anno fa già 40 chili e si chiama Mercurio. e l'emozione si raffredda nel timore dell'irreversibile mentre il diluvio si scatena in giardino. chiedersi se è giusto esserci in modo fine a se stesso, come un orecchio che potrebbe benissimo vedersi come il posacenere di milioni di parole fumate.
ed io sono fisicamente stanco, scrivo una strofa al mese quando va bene, mi addormento con Naruto e One Piece e compro talmente tanti libri che alla cassa la ragazza mi dice che ho così tanti punti che posso anche non pagare. Io rispondo "la prossima volta..." avessi tempo per andarmi a comprare un frigo potrei anche bere una super tennent's fresca.
magari sono l'unico che gli viene la febbre dopo aver fatto i vaccini.
e così, invece di starmene in spiaggia a godermi questa giornata meravigliosa vago per casa starnutendo, con una spalla distrutta che mi blocca tutto il braccio, le articolazioni doloranti e un gran giramento di palle... vaccini fatti
adesso magari si mangia anche...
mi piace scappare dall'ufficio dopo solo 30 minuti fuori orario, andare in centro a cercare una camicia di lino fra le boutique, entrare nella prima dove la commessa è così convinta di essere la numero uno che aspetta prima di accoglierti e servirti. aspetta troppo. uscire, entrare nella successiva e uscirne dopo 5 minuti con il capo che avevi pensato, preciso, esatto.
una volta l'anno me la concedo una spesuccia fuori dalla mia portata...
ora la mia squadra è formata da 7 elementi di cui 6 ragazze: non so davvero dire se ci sarà da divertirsi o da mettersi a piangere...
leggerò la solitudine dei numeri primi e credo di comprare l'ultimo di hornby nel pomeriggio. queste ultime settimane le ho passate fra sicilia, roma e milano. Uno dei miei desideri era fare due passi a Villa Borghese dopo qualche anno... non credevo che perdendomi ci sarei finito dentro in macchina... Allevi a Taormina mi fa già venire i brividi. non gettare mai le lettere d'amore del passato, rileggerle fa bene al cuore. incontrare, conoscere, scontrarsi e confrontarsi. ne ho voglia. L'Etna che sanguina lava. è ora di tornare al lavoro. ci sono dei giorni in cui ti metti in macchina alle 8 e ne esci alle 20.30 come oggi.
ne avremo anche presi 3, però quei calzettoni erano davvero orribili in coppia con la maglia arancio... |
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